Giustizia, quattro storie “normali”, protagonista comune: la lentezza.


Pare essere l’unica certezza quando si varca la soglia di un tribunale da attore o convenuto di una causa civile: non ci sono certezze su quando tutto finirà. Che sia a vostro favore o contro di voi, l’esito della causa non giungerà prima che siano passati dei mesi, anzi degli anni dal momento in cui avete deciso di avviare il contenzioso in tribunale. Non ci credete? Leggete qui.

A Taranto una causa civile da 200mila euro è stata appena rinviata al 18 gennaio 2019. Stessa cosa in Corte d’Appello civile a Roma, causa rinviata al maggio 2019 (l’interessato ha 81 anni).

A Salerno invece, nella sezione distaccata di Eboli, è arrivata a conclusione una causa intentata da un cliente nei confronti di un professionista addirittura nel 2000. Il convenuto, cioè la parte processuale portata in giudizio dall’attore, alla fine si è visto dare ragione, ma nonostante questo ha dovuto — lamenta — ugualmente pagare la metà delle spese del legale perché nel frattempo l’attore è fallito. Rischi che si corrono quando ci vogliono 15 anni perché una causa si concluda.Slow-Justice

A Lucca, invece, una banale lite di lavoro dopo 10 anni e passa non è ancora arrivata alla prima sentenza perché per varie ragioni ben 9 giudici si sono avvicendati in un turn-over che continua ad appesantire questo fascicolo.

Si tratta di casi, certo, ma non certo isolati. Sono migliaia le storie come queste sparse in tutta Italia, storie che non hanno niente in comune (non il tribunale, non la materia, né il grado di giudizio) se non l’estrema lentezza con la quale si svolgono.

 

Fonte: www.repubblica.it

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