La mediazione non è un adempimento formale ma un vero e proprio obbligo


In una sentenza del 28 aprile 2016, il Tribunale di Roma ha rimarcato l’importanza della procedura di mediazione, stabilendo che non esiste un diritto delle parti a non partecipare alla mediazione.

Dichiarare la semplice impossibilità di conciliazione è, infatti, insufficiente a ritenere concluso il tentativo di mediazione: limitarsi ad affermare che non sussistono le condizioni per mediare non basta, ma si devono dettagliatamente motivarne le ragioni. Il tentativo di mediazione, in tal caso, deve considerarsi non esperito.

Secondo la Sezione XIII° del Tribunale capitolino, nonostante il raggiungimento di un accordo non sia un obbligo, ma solo una possibilità, le parti che partecipano alla procedura di mediazione devono necessariamente farsi carico della massima trasparenza e della buona volontà a tentare effettivamente la mediazione.

Il mediatore dovrà verbalizzare le motivazioni per cui le parti decidono di non proseguire nel procedimento; in caso di omissione delle stesse, il rifiuto a portare avanti la mediazione sarà ritenuto ingiustificato e paragonabile alla mancata mediazione, alla quale il giudice dovrà tener conto.

La mediazione, dunque, si afferma non come un mero adempimento formale, ma come un vero e proprio obbligo a tentare una effettiva conciliazione tra le parti.

La sentenza del Tribunale di Roma è l’ennesima decisione di un tribunale italiano a favore della procedura di mediazione e ribadisce quanto il sistema giustizia necessiti del suo contributo effettivo e non meramente formale.

 

Fonte: www.ar-net.it

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