La cultura della mediazione: un importante convegno accende i riflettori sull’importanza di questo istituto


Lo scorso 15 novembre, presso la Sala della Lupa della Camera dei Deputati, si è tenuto un convegno dal titolo “Dal conflitto al rispetto – Verso una cultura della mediazione”. L’incontro, organizzato dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, è stato aperto dal discorso del Garante, Filomena Albano, del quale riproponiamo un passaggio fondamentale.

“Nella profonda convinzione che la mediazione sia una pratica che, se applicata ai bambini e ragazzi, assolve ad una funzione educativa, l’Autorità sta promuovendo un progetto rivolto agli studenti delle scuole secondarie di primo grado di tutta Italia. Il progetto sarà realizzato attraverso incontri di sensibilizzazione al tema destinati ad altrettante scuole. La finalità dell’iniziativa è quella di approfondire il tema delle conflittualità in ambito scolastico e giovanile e  di diffondere la cultura della mediazione, avviando una conoscenza di alcuni strumenti tipici di questa pratica (ascolto empatico, imparzialità, riservatezza, “restituire alle parti” senza giudicare, raggiungere un  accordo, riparare,etc), superando la cultura del castigo e della punizione.” Quello della necessità di diffondere la cultura della mediazione lavorando con le menti più “pronte”, fresche e meno pregiudicate dall’abitudine al conflitto, ovvero con bambini e ragazzi è un tema fondamentale che finalmente si sta facendo largo nell’opinione pubblica italiana e nelle istituzioni.

Anche l’onorevole Michela Vittoria Brambilla, presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, a margine dell’incontro pubblico, è intervenuta per ribadire la necessità di un maggiore ricorso alla mediazione.

“In caso di conflitto tra i genitori sarebbe opportuno rendere obbligatoria la mediazione familiare, quando sono coinvolti figli minori. La risoluzione per via giudiziaria delle controversie – ha dichiarato l’onorevole Brambilla – ha un limite evidente: lascia sopravvivere una lacerazione nel tessuto sociale, tra vincitore e vinto, tra prevalente e soccombente, tra ragione e torto. L’istituto della mediazione può proporsi come efficace rimedio, specialmente nell’ambito familiare, dove l’interesse primario da tutelare è quello dei figli minori. Da noi, la crisi familiare trova quasi sempre sbocco in Tribunale. In altri paesi non è necessariamente così, perché la mediazione familiare è incoraggiata o obbligatoria prima di ricorrere al giudice. Penso che dovremmo seguire le migliori pratiche europee e rendere la mediazione obbligatoria quando ci sono figli minori. Ridurre e controllare la conflittualità dei genitori in una separazione – ha concluso la presidente della Commissione infanzia –  vuol dire contenere il trauma al quale i figli sono inevitabilmente esposti”.

Per il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, infine ha partecipato il Presidente Fulvio Giardina il quale ha voluto ribadire l’importanza di questi temi attraverso la sua presenza. “E’ sempre utile, all’interno dell’equilibro di ogni singolo individuo, tentare di giungere ad una ricomposizione delle relazioni dopo aver attraversato un conflitto. Per questo la mediazione si fonda su alcune caratteristiche basilari quali la cooperazione, la comunicazione efficace, la relazione interpersonale ed il problem-solving. Sono aspetti che approfonditi e sviluppati sono utili a tutti e a tutte le età. Come categoria sentiamo quindi di esprimere la nostra totale disponibilità, a favore del diffondersi di questa cultura della mediazione”.