La mediazione non è più “in prova”, la stabilizzazione è legge


Il 20 settembre prossimo sarebbe scaduto il tempo a disposizione del legislatore per rendere permanente la partecipazione al tentativo di mediazione in alcune materie civili e commerciali come  condizione di procedibilità. Ma, per fortuna, il Senato ha convertito definitivamente in legge la cosiddetta “manovrina” (ovvero la manovra correttiva da 3,4 miliardi) all’interno della quale c’è anche il provvedimento che ha reso la mediazione civile e commerciale stabilmente parte del nostro quadro ordinamentale. Il Parlamento ha approvato, infatti, l’emendamento che elimina la scadenza fissata a settembre 2017, come termine ultimo per la sperimentazione nel sistema giuridico dell’istituto, ed introduce l’obbligo per il Ministro della giustizia di riferire annualmente alle Camere sugli effetti prodotti e sui risultati conseguiti dall’applicazione della mediazione. Finalmente la mediazione non è più un “istituto a scadenza” ma assume, dopo quattro anni, un assetto consolidato e viene così stabilizzato l’unico strumento stragiudiziale che negli ultimi anni ha reso possibile un taglio del contenzioso di oltre il 12%.

L’emendamento in questione ha modificato il primo comma dell’art. 5 del D.Lgs. 28/2010, sostituendone il terzo e quarto periodo –”L’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. La presente disposizione ha efficacia per i quattro anni successivi alla data della sua entrata in vigore. Al termine di due anni dalla medesima data di entrata in vigore è attivato su iniziativa del Ministero della giustizia il monitoraggio degli esiti di tale sperimentazione”– con il periodo “A decorrere dall’anno 2018, il Ministro della giustizia riferisce annualmente alle Camere sugli effetti prodotti e sui risultati conseguiti dall’applicazione delle disposizioni del presente comma”.

Le statistiche ministeriali che vengono pubblicate trimestralmente evidenziano un progressivo aumento nelle adesioni al procedimento di mediazione, dopo il primo incontro. Il ministero della Giustizia ha, recentemente, reso noto i dati ufficiali sulle istanze di mediazione, relativi al periodo gennaio-marzo 2017, periodo nel quale sono 52.000 le istanze di mediazione, ben 3.000 in più rispetto al semestre precedente;, inoltre, le statistiche evidenziano che quando le parti decidono di sedersi al tavolo della mediazione dopo il primo incontro l accordo si raggiunge nel 58% dei casi.

Si tratta dunque di un nuovo, doveroso riconoscimento dell’utilità dell’Istituto che in quattro anni ha contribuito significativamente alla risoluzione di centinaia di migliaia di controversie fra cittadini e imprese italiane e alla riduzione dell’arretrato dei nostri tribunali.

Fonti: www.mondoadr.it – www.leggioggi.it – www.inmediar.it

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